Qualsiasi persona di buon senso lo sa. Il numero esorbitante di individui della nostra specie che abita questo pianeta è, insieme al livello esorbitante di consumi della parte più ricca di questi, la causa principale della crisi ecologica in corso. Ma nella mega-conferenza di Copenaghen, dove si fa grande sfoggio di ecologismo alle vongole, questa semplice verità (semplice, ma evidentemente anche molto scomoda) non viene affrontata. Non sarebbe difficilissimo.
Uno studio commissionato da Optimum Population Trust alla London School of Economics ha stimato che una riduzione delle emissioni di 1 tonnellata di CO2 facendo uso del controllo delle nascite (il rapporto parla di family planning) costa 7$ da confrontare con 24$ per l'energia eolica, 51$ per l'energia solare (fotovoltaica) e 57-83$ per il carbone con cattura e immagazzinamento della CO2. E' ovvio che tale cifra sarebbe ancora minore nei paesi industrializzati che sono i principali emettitori procapite. Fare un americano o un europeo in meno aiuta molto più che fare
un africano in meno. Pensiamoci. Save the children, use condom!!!
venerdì 11 dicembre 2009
sabato 5 dicembre 2009
Gli elefanti di Jay Forrester.
Forrester, nato nel 1918, è il padre della dinamica dei sistemi e maestro del gruppo di giovani che, guidato da Donella Meadows, redasse nel 1970 il primo rapporto per il Club di Roma: I limiti dello sviluppo.
Oggi sulla mail list di ASPO è stato inoltrato un suo messaggio che per la semplicità e la forza con cui colpisce i tabù mai affrontati nel dibattito sul cambiamento climatico, mi ha commosso. Lo traduco e pubblico per intero, per chi preferisce l'originale inglese aggiungo anche quello.
Il cambiamento climatico
in questa discussione sul cambiamento climatico e sulla buona reputazione della scienza(1) vi sono due grossi elefanti nella stanza di cui molto pochi si occupano. E sono 1) la crescita della popolazione e 2) l'aumento della produzione industriale procapite. Il cambiamento climatico è solo un sintomo di queste due forze trainanti. La "gente" in Dinamica dei Sistemi (2) dovrebbe sapere che occuparsi dei sintomi è perdente. Tuttavia i sintomi sono più visibili ed è più facile chiamare a raccolta la gente a lottare contro i sintomi, e, in questa situazione, richiamare l'attenzione sulle reali cause sottostanti non è politically correct.Con le due potenti forze che causano la domanda eccessiva sull'ambiente, trascurate e fuori controllo, non c'è quasi speranza di poter annullare i sintomi. Inoltre, l'attenzione sui sintomi tipo il cambiamento climatico, la fame, la penuria di acqua, le guerre per il territorio, ecc, conduce erroneamente le persone a credere che ci stiamo occupando del futuro.
Una delle caratteristiche di un sistema complesso è quello di condurre le persone a combattere su scelte politiche che hanno scarsa influenza nel determinare un cambiamento. Cito alcune righe del mio articolo “Apprendere attraverso la dinamica dei sistemi come preparazione per il 21simo secolo”. Paragrafo 4.2: Politiche di basso-effetto. Azioni inefficaci.“I sistemi complessi differiscono dai sistemi semplici in un altro modo. Nei sistemi semplici le politiche per ottenere risultati migliori sono ovvie e funzionano. Per evitare di bruciarsi le dita su una stufa si tengono le mani lontane dalla stufa. Ma nei sistemi complessi le politiche apparentemente influenti hanno spesso effetti molto scarsi. Quando mi capita di parlare a gruppi di business executive chiedo quanti di loro hanno avuto l'esperienza di affrontare un problema serio, mettendo in atto azioni per correggere la situazione, per scoprire cinque anni dopo che non c'è stato alcun miglioramento. La maggior parte alza la mano.
Forse chi legge ha avuto la stessa esperienza nel settore educativo. La qualità dell'educazione è stata severamente criticata, molti insegnanti hanno cercato rimedi, e spesso poco è cambiato. Io credo che una percentuale molto alta, diciamo il 98%, delle politiche in un sistema (complesso NdT) hanno effetti molto scarsi nel determinare un cambiamento. Semplicemente non hanno peso. Ciononostante la maggior parte dei dibattiti in cui ci si accanisce all'interno delle comunità, delle aziende e dei governi sono intorno a politiche che non hanno alcun effetto. Tali dibattiti sono uno spreco di tempo e di energia. I dibattiti intorno a politiche scarsamente efficaci distolgono l'attenzione dalle poche azioni politiche che potrebbero produrre un miglioramento.”
Jay W. Forrester
Professor Emeritus of Management
Al Massachusset Institute of Technology.
(1) Si fa riferimento al recente scambio di mail fra studiosi del clima hackerati da un sito universitario inglese pubblicati su vari blog e siti internet , che dimostrerebbero la malafede dei climatologi implicati sui dati relativi al riscaldamento globale e sulla loro interpretazione (NdT).
(2) Il messaggio originale è uscito su una mail list di specialisti di dinamica dei sistemi.(NdT)
Climate Change
In this discussion of climate change and the reputation of science,there are two big elephants in the room that very few are addressing.These are population growth and the increase in industrial output percapita. Climate change is only a symptom of the two big driving forces. People in system dynamics should know that addressing symptoms is a losing game. However, the symptoms are more visible; itis easier to rally people behind fighting symptoms; and, in this situation, calling attention to the real underlying causes is politically incorrect. With the two powerful forces that are causing the excessive demands on the environment unaddressed and unrestrained, there is almost no chance of suppressing the symptoms. Furthermore, the focus on symptoms like climate change, hunger, water shortages, wars over land,and many others, misleads people into believing that the future is being addressed. One of the characteristics of a complex system is that it draws people into arguing over policies that have little leverage for causing change. I quote some lines from my paper, D-4895-1, "Learning through System Dynamics as Preparation for the 21st Century." "4.2. Low-Leverage Policies: Ineffective Actions "Complex systems differ from simple systems in another way. In simple systems, the policies to yield better results are obvious and they work. To avoid burning your fingers on a hot stove, you keep away from the stove. But in complex systems, the apparently influential policies often have very little effect. "When I talk to a group of business executives I ask how many have ever had the experience of facing a serious problem, devising policies to correct the situation, and five years later find there has been no improvement. Most will hold up their hands. Perhaps you have experienced the same in education. The quality of education has been severely criticized, many educators have tried remedies, and often there is little change. ......." I believe that a very high percentage, say 98%, of the policies in a system have very little leverage to create change. They do not matter. However, most of the heated debates in communities, companies, and governments are about policies that are not influential. Such debates are a waste of time and energy. Debates about low-leverage policies divert attention from the few policiesthat could lead to improvement. "
Jay W. Forrester
Professor Emeritus of ManagementSloan School, MIT
Grazie professor Forrester!!!
Oggi sulla mail list di ASPO è stato inoltrato un suo messaggio che per la semplicità e la forza con cui colpisce i tabù mai affrontati nel dibattito sul cambiamento climatico, mi ha commosso. Lo traduco e pubblico per intero, per chi preferisce l'originale inglese aggiungo anche quello.
Il cambiamento climatico
in questa discussione sul cambiamento climatico e sulla buona reputazione della scienza(1) vi sono due grossi elefanti nella stanza di cui molto pochi si occupano. E sono 1) la crescita della popolazione e 2) l'aumento della produzione industriale procapite. Il cambiamento climatico è solo un sintomo di queste due forze trainanti. La "gente" in Dinamica dei Sistemi (2) dovrebbe sapere che occuparsi dei sintomi è perdente. Tuttavia i sintomi sono più visibili ed è più facile chiamare a raccolta la gente a lottare contro i sintomi, e, in questa situazione, richiamare l'attenzione sulle reali cause sottostanti non è politically correct.Con le due potenti forze che causano la domanda eccessiva sull'ambiente, trascurate e fuori controllo, non c'è quasi speranza di poter annullare i sintomi. Inoltre, l'attenzione sui sintomi tipo il cambiamento climatico, la fame, la penuria di acqua, le guerre per il territorio, ecc, conduce erroneamente le persone a credere che ci stiamo occupando del futuro.
Una delle caratteristiche di un sistema complesso è quello di condurre le persone a combattere su scelte politiche che hanno scarsa influenza nel determinare un cambiamento. Cito alcune righe del mio articolo “Apprendere attraverso la dinamica dei sistemi come preparazione per il 21simo secolo”. Paragrafo 4.2: Politiche di basso-effetto. Azioni inefficaci.“I sistemi complessi differiscono dai sistemi semplici in un altro modo. Nei sistemi semplici le politiche per ottenere risultati migliori sono ovvie e funzionano. Per evitare di bruciarsi le dita su una stufa si tengono le mani lontane dalla stufa. Ma nei sistemi complessi le politiche apparentemente influenti hanno spesso effetti molto scarsi. Quando mi capita di parlare a gruppi di business executive chiedo quanti di loro hanno avuto l'esperienza di affrontare un problema serio, mettendo in atto azioni per correggere la situazione, per scoprire cinque anni dopo che non c'è stato alcun miglioramento. La maggior parte alza la mano.
Forse chi legge ha avuto la stessa esperienza nel settore educativo. La qualità dell'educazione è stata severamente criticata, molti insegnanti hanno cercato rimedi, e spesso poco è cambiato. Io credo che una percentuale molto alta, diciamo il 98%, delle politiche in un sistema (complesso NdT) hanno effetti molto scarsi nel determinare un cambiamento. Semplicemente non hanno peso. Ciononostante la maggior parte dei dibattiti in cui ci si accanisce all'interno delle comunità, delle aziende e dei governi sono intorno a politiche che non hanno alcun effetto. Tali dibattiti sono uno spreco di tempo e di energia. I dibattiti intorno a politiche scarsamente efficaci distolgono l'attenzione dalle poche azioni politiche che potrebbero produrre un miglioramento.”
Jay W. Forrester
Professor Emeritus of Management
Al Massachusset Institute of Technology.
(1) Si fa riferimento al recente scambio di mail fra studiosi del clima hackerati da un sito universitario inglese pubblicati su vari blog e siti internet , che dimostrerebbero la malafede dei climatologi implicati sui dati relativi al riscaldamento globale e sulla loro interpretazione (NdT).
(2) Il messaggio originale è uscito su una mail list di specialisti di dinamica dei sistemi.(NdT)
Climate Change
In this discussion of climate change and the reputation of science,there are two big elephants in the room that very few are addressing.These are population growth and the increase in industrial output percapita. Climate change is only a symptom of the two big driving forces. People in system dynamics should know that addressing symptoms is a losing game. However, the symptoms are more visible; itis easier to rally people behind fighting symptoms; and, in this situation, calling attention to the real underlying causes is politically incorrect. With the two powerful forces that are causing the excessive demands on the environment unaddressed and unrestrained, there is almost no chance of suppressing the symptoms. Furthermore, the focus on symptoms like climate change, hunger, water shortages, wars over land,and many others, misleads people into believing that the future is being addressed. One of the characteristics of a complex system is that it draws people into arguing over policies that have little leverage for causing change. I quote some lines from my paper, D-4895-1, "Learning through System Dynamics as Preparation for the 21st Century." "4.2. Low-Leverage Policies: Ineffective Actions "Complex systems differ from simple systems in another way. In simple systems, the policies to yield better results are obvious and they work. To avoid burning your fingers on a hot stove, you keep away from the stove. But in complex systems, the apparently influential policies often have very little effect. "When I talk to a group of business executives I ask how many have ever had the experience of facing a serious problem, devising policies to correct the situation, and five years later find there has been no improvement. Most will hold up their hands. Perhaps you have experienced the same in education. The quality of education has been severely criticized, many educators have tried remedies, and often there is little change. ......." I believe that a very high percentage, say 98%, of the policies in a system have very little leverage to create change. They do not matter. However, most of the heated debates in communities, companies, and governments are about policies that are not influential. Such debates are a waste of time and energy. Debates about low-leverage policies divert attention from the few policiesthat could lead to improvement. "
Jay W. Forrester
Professor Emeritus of ManagementSloan School, MIT
Grazie professor Forrester!!!
venerdì 24 aprile 2009
Rileggere Malthus
Per il mio articolo ispirato dalla lettura del "Saggio sui principi di popolazione" rimando al blog di ASPO-ITALIA dove è stato pubblicato oggi.
sabato 4 aprile 2009
Si va avanti.
Il fine settimana scorso si è tenuto a Livorno il terzo congresso dell'associazione Rientrodolce che si è data fra altri l'obbiettivo di promuovere un Malthus day.
Le mozioni del congresso si possono leggere qui.
Le mozioni del congresso si possono leggere qui.
mercoledì 25 marzo 2009
Senza una decrescita della popolazione ogni azione è vana.
Tutte le azioni che si possono immaginare per affrontare le questioni legate alla crisi economica ed ecologica, saranno vane se non si penserà ad una rapida convergenza della natalità a valori che inducano l'inizio della decrescita demografica. Più tarderemo ad accorgerci di questo più le generazioni future soffriranno.
Purtroppo l'impressione è che una cortina fumogena copra questa "scomoda verità".
Cito me stesso in un breve intervento fatto lunedì scorso per la presentazione del numero di Diritto e Libertà dedicato alla Terra. Ma in realtà cito Robert Engleman del Worldwatch Institute che nel suo libro More, Population, Nature, and What Women Want spiega come sia possibile innescare un decremento virtuoso della natalità semplicemente fornendo alle donne di tutto il mondo i mezzi per controllare la propria fertilità. Già oggi le donne dei paesi a più alta natalità sono informate sull'esistenza dei mezzi anticoncezionali e vorrebbero usarli. Non è necessario attendere, come sostengono i teologi della crescita, che tutte le donne del mondo raggiungano il tenore di vita occidentale. Già oggi si potrebbe fare molto. Ecco il video del mio intervento.
Purtroppo l'impressione è che una cortina fumogena copra questa "scomoda verità".
Cito me stesso in un breve intervento fatto lunedì scorso per la presentazione del numero di Diritto e Libertà dedicato alla Terra. Ma in realtà cito Robert Engleman del Worldwatch Institute che nel suo libro More, Population, Nature, and What Women Want spiega come sia possibile innescare un decremento virtuoso della natalità semplicemente fornendo alle donne di tutto il mondo i mezzi per controllare la propria fertilità. Già oggi le donne dei paesi a più alta natalità sono informate sull'esistenza dei mezzi anticoncezionali e vorrebbero usarli. Non è necessario attendere, come sostengono i teologi della crescita, che tutte le donne del mondo raggiungano il tenore di vita occidentale. Già oggi si potrebbe fare molto. Ecco il video del mio intervento.
giovedì 19 marzo 2009
I preservativi sono sempre esistiti.
... o almeno esistono da millenni. Abbiamo sempre cercato un modo di controllare la nostra fertilità e di difenderci dalle malattie. Non sarà un pastore tedesco a farci cambiare idea.
martedì 17 marzo 2009
Non era un mostro ....
In un post "riciclato" di qualche giorno fa scrivevo:
"La totalità del neo-malthusiani che conosco, incluso me stesso, rifiutano interamente l’odiosa dottrina sociale di Malthus"
Alberto Licheri, radicale, amico e compagno di battaglia sul tema demografico da anni, ha commentato nel modo che segue:
Credevo anche io che Malthus avesse scritto cose atroci, ma non mi sembra sia così. Il capitolo IV del libro III dell'edizione accresciuta dell'opera è intitolato "Dell'unico modo efficace per migliorare le condizioni dei poveri". In esso Malthus proponeva di prevenire la crescita della popolazione attraverso la castità e il rinvio del matrimonio. Insomma, l'unica atrocità era la contrarietà alla contraccezione, atrocità di cui sono colpevoli anche coloro considerano Malthus un mostro.Le citazioni di Malthus che circolano in cui sembra auspichi la riduzione della popolazione per fame e/o malattia traggono in inganno perché sono decontestualizzate.
Dunque sono cascato nella trappola delle citazioni deconstestualizzate anche io che ho sempre criticato aspramente chi lo faceva. Esiste un florilegio di citazioni decontestualizzate (e anche di operazioni apertamente truffaldine) che hanno determinato lo screditamento e la damnatio memoriae del Club di Roma. Avendole sempre attaccate devo oggi pensare che almeno alcune di esse fossero in buona fede. Questo mi insegna diverse cose: 1) si deve essere pazienti con chi si pensa che sbagli e spiegare, spiegare, spiegare, e colpire con la critica solo dopo che si è sicuri della malafede o della stupidità. 2) Che Malthus è meno peggio di quanto pensassi perfino io che sono il promotore del Malthus day. Ma quale contraccezione esisteva nel XVIII secolo? Che il 14 febbraio 2009 si festeggi il primo Malthus day.
Un grazie ad Alberto.
"La totalità del neo-malthusiani che conosco, incluso me stesso, rifiutano interamente l’odiosa dottrina sociale di Malthus"
Alberto Licheri, radicale, amico e compagno di battaglia sul tema demografico da anni, ha commentato nel modo che segue:
Credevo anche io che Malthus avesse scritto cose atroci, ma non mi sembra sia così. Il capitolo IV del libro III dell'edizione accresciuta dell'opera è intitolato "Dell'unico modo efficace per migliorare le condizioni dei poveri". In esso Malthus proponeva di prevenire la crescita della popolazione attraverso la castità e il rinvio del matrimonio. Insomma, l'unica atrocità era la contrarietà alla contraccezione, atrocità di cui sono colpevoli anche coloro considerano Malthus un mostro.Le citazioni di Malthus che circolano in cui sembra auspichi la riduzione della popolazione per fame e/o malattia traggono in inganno perché sono decontestualizzate.
Dunque sono cascato nella trappola delle citazioni deconstestualizzate anche io che ho sempre criticato aspramente chi lo faceva. Esiste un florilegio di citazioni decontestualizzate (e anche di operazioni apertamente truffaldine) che hanno determinato lo screditamento e la damnatio memoriae del Club di Roma. Avendole sempre attaccate devo oggi pensare che almeno alcune di esse fossero in buona fede. Questo mi insegna diverse cose: 1) si deve essere pazienti con chi si pensa che sbagli e spiegare, spiegare, spiegare, e colpire con la critica solo dopo che si è sicuri della malafede o della stupidità. 2) Che Malthus è meno peggio di quanto pensassi perfino io che sono il promotore del Malthus day. Ma quale contraccezione esisteva nel XVIII secolo? Che il 14 febbraio 2009 si festeggi il primo Malthus day.
Un grazie ad Alberto.
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