lunedì 26 luglio 2010

Luigi De Marchi


Nella tarda serata di sabato scorso è morto Luigi De Marchi.
Quella riportata sopra è la copertina di uno dei suoi libri che ho maggiormente apprezzato.
Per la sua vita politica, scientifica e culturale rimando tutti ai coccodrilli che certamente non mancheranno.

Per quanto mi riguarda lo ricordo come voce imperdibile del lunedì mattina su Radio Radicale
con i suoi editoriali lucidi e anti-ortodossi su demografia, amore, sesso, malattie e tanto altro.

Lo conobbi personalmente a Torino nel 2005 in occasione di un convegno sui Limiti dello Sviluppo organizzato da Fabrizio Argonauta con la Lista Bonino Piemonte. Persona dolcissima, Luigi era un vero psicoterapeuta umanista e mi ha anche aiutato in un momento doloroso della mia vita. Quando ci incontravamo mi prendeva a braccetto in modo confidenziale e mi parlava dei casi che si svolgevano intorno a noi, politica soprattutto, con una mescolanza impagabile di ironia e rigore. Anche per questo, e per quanto
mi sento di aver perso stamattina (solo ora ho saputo la notizia) non posso che piangere.

Luigi non c'è più e anche se lo sentivo solo due o tre volte l'anno in occasioni speciali di
congressi e convegni, per sapere se ci saremmo visti, mi manca già.
Per un ateo non c'è consolazione. Non mi resta che vivere ricordandolo finché vivrò come un'altro
padre. Poi saremo, come tutti, nella sconfinata notte del "non essere".

5 commenti:

  1. Massimo Ippolito26 luglio 2010 16:03

    Mi aveva fatto promettere di portarlo presso il KiteGen installato, ora ho una sensazione alquanto spiacevole, come una colpa di non essere arrivato in tempo ad esaudire il suo desiderio.
    l'ironia della sorte è che il progetto è in grave ritardo nella sua parte più visibile principalmente a causa di quella che Luigi definiva "la classe burocratica parassitaria e sfruttartice" sempre impegnata ad imporre e perpetuare i propri privilegi, anche solo di potere esercitato con la massima ed irragionevole veemenza, gravando sulla classe sfruttata dei lavoratori dipendenti e indipendenti.

    Massimo

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  2. gia' quando muore qualcuno provo il desiderio di credere, a quasiasi cosa che sia l'inferno dantesco o la reincarnazione buddista piuttosto che un paradiso islamico... purtroppo non ci riesco

    Paolo Musumeci

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  3. Anche io ho conosciuto personalmente Luigi De Marchi, andandolo a trovare A Roma. Inizialmente ero piuttosto perplesso su alcune cose, ma già allora... i pregi superavano senz'altro i difetti. Formidabile la sua cultura, lapidari e sintetici quegli interventi a Radio Radicale! La sua storia non conformista gli aveva procurato l'ostracismo negli anni del monopolio conformista dei "compagni". Ho letto il libro di cui sopra c'è l'illustrazione, e l'ho regalato ai miei figli. De Marchi era uno scienziato che non disdegnava la cultura umanistica. Come Freud, del resto. F.to: Gian Piero Buscaglia (GRAF, Gruppo Radicale Adele Faccio)

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  4. Il prof. De Marchi purtroppo è defunto, ma lo straordinario patrimonio di pensiero e di azione (in particolare a favore di un equilibrato e lungimirante rapporto tra tasso di fecondità e risorse disponibili) che Egli lascia, per fortuna SOPRAVVIVE e presumibilmente lo farà molto a lungo...

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  5. Ho ascoltato per lunghi anni il Professore su Radio Radicale, nella sua rubrica, che ho spesso registrato su cassette.
    L'ho scoperto leggendo il suo libro Psicopolitica, acquistato nel remainder's book di p.zza S.Silvestro a Roma, che ha chiuso pochi mesi fa.
    Un segno dei tempi.
    Grazie caro Professore, per tutto quello che mi hai insegnato.
    Eugenio

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