lunedì 1 aprile 2013

Commenti della domenica (di Pasqua) #3

Animalisti 1. Qualche giorno fà i radicali sono andati a manifestare davanti al carcere di Pistoia. 
Con un piccolo sforzo potevano andare anche allo zoo di Pistoia dove avrebbero trovato detenuti a vita che non hanno subito un processo perché non sono accusati di nulla, schiavi che servono, dicono, all'educazione dei nostri bambini che non vedono più animali (io li ho visti, senza poterli toccare e inseguire e separati da vetri e reti, i bambini presto perdono interesse). Ergastolani senza processo, senza GIP, GUP, difesa e accusa, appello e cassazione. Senza speranza.

 
Animalisti 2.  In un mondo che abbiamo modificato incessantemente disperdendo prodotti chimici artificiali ai quali i nostri corpi non sono, necessariamente, abituati ci chiedono di aderire alla grande impresa filantropica della Scienza per scovare sempre nuove cure per le malattie che noi stessi ci siamo causati, il tutto anche attraverso la sperimentazione animale. L'uso della retorica e dei ricatti morali per perseguire questo progetto sono un fatto quotidiano. Io credo che si debba semplicemente rifiutare la logica stessa di questo ragionamento. La più grande innovazione che Scienza e Tecnologia dovrebbero e potrebbero perseguire è la rinuncia di Homo sapiens al dominio distruttivo del pianeta.

Animali. Andrea Nurcis ha segnalato in facebook questo filmato e lo consiglio a tutti.

Crisi. Una crisi senza fine della civiltà industriale. Sembrava che raccontassimo di favole 10 anni fa quando cominciammo, con Rientrodolce, a parlare dei legami fra sovrappopolazione, esaurimento delle fonti fossili di energia, rarefazione delle risorse minerali, distruzione degli ecosistemi e modifica dei principali cicli biogeochimici terrestri. Qualcuno ci accusava di mettere insieme dati casuali e scorrelati per creare un quadro coerente. Altri continuavano a far finta di non capire appellandosi all'intelligenza umana che, attraverso la tecnologia, ha creato tutto quello che ha creato. Continuano, ma devono cominciare a spiegare perché questa volta il coniglio tecnologico tarda così tanto ad uscire dal cappello. Non crederanno che siano la fratturazione idraulica e il petrolio estratto da acque profonde a risolvere il problema, vero?

Politica italiana. Qualche commento l'avrei avuto, ma poi questo argomento avrebbe offuscato gli altri che mi interessano molto di più.


10 commenti:

  1. ...E fra i tanti animali reclusi nello zoo,l'uomo,venne ingabbiato assieme allo struzzo,in quanto con lui divideva una curiosa abitudine...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :-) ma è poi vera l'abitudine dello struzzo?

      Elimina
    2. No.
      Si tratta di una falsa convizione.

      Elimina
  2. A proposito di crisi

    Ricordo che l'UE si riprometteva di diventare la prima potenza economica mondiale, superando anche gli Stati Uniti. Stranamente non ha tenuto nel dovuto conto l'emergere di quella che sarà presto la vera prima potenza economica mondiale, la Cina, forte dei suoi 1,3 miliardi di abitanti che producono a prezzi stracciati.
    Non solo: i nostri genii dell'UE si erano riproposti di ELIMINARE la disoccupazione in Europa entro il 2010 ! Invece siamo in piena crisi e nessuno sa se e quando ne usciremo. Abbiamo tassi di disoccupazione giovanile in Spagna, Grecia, Portogallo, Italia del sud (per non parlare di paesi come la Romania e la Bulgaria) del 25% , persino del 50% ! Possibile che i Barroso, Prodi, Monti, Draghi, Junker ecc. siano stati colti di sorpresa? Tutta questa gente incassa stipendi da capogiro che sono uno schiaffo in faccia al cittadino medio dell'UE.
    Chissà, forse adesso ci diranno che ciò è dovuto all'inverno demografico che attraversa il nostro continente. Ci vorrebbe un bell'incremento del tasso di natallità per uscire dalla crisi! Abbiamo infatti tutti uno spasmodico bisogno di crescita che è ormai il concetto martellato ogni giorno nelle nostre teste da tutti gli organi istituzionali e di stampa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono stati colti di sorpresa perché avevano un modello sbagliato della realtà. Succede sempre così. Speriamo di avere il tempo e le condizioni per vederli spazzati via dalla storia come fu per le classi dirigenti di fine impero. Delle gens patrizie romane dopo un secolo non era rimasto nulla.

      Elimina
  3. ....ma siamo caduti nel buio medioevo! Tanto tempo è dovuto passare per arrivare al Rinascimento!!!

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. OT

    La ggente non la vuol capire che il petrolio finirà. La ggente non ha mai sentito parlare del picco. Il signor Grunziger, professore al Politecnico di Zurigo, propone di alzare il prezzo della benzina a 12 franchi (ca. 10 €) il litro entro il 2025. Entro il 2050 la Svizzera dovrebbe inoltre realizzare quanto segue:
    - ridurre del 90% le energie non rinnovabili
    - ridurre del 90% le emissioni di CO2
    - abolire tutte le sovvenzioni per l'energia e la mobilità [il cherosene non è tassato come la benzina, con l'abbonamento "metà prezzo" dal costo irrisorio i biglietti del treno costano la metà - misura presa per incoraggiare l'uso del treno]
    - rinunciare alla centrali nucleari

    Un programma per lo meno interessante. Il solo rialzo del prezzo della benzina sarebbe una vera rivoluzione. Nei 37 commenti dei lettori non ce n'è uno solo positivo. Ecco alcune reazioni: "stronzo di merda", "e questo sarebbe un professore",
    "solo i ricchi potranno ancora andare in macchina", "non ha senso se lo facciamo solo noi", "tutto aumenterebbe", "ma questo è proprio scemo".

    Insomma, se le tocchi l'automobile la ggente scende in piazza e spacca tutto!
    Eppure nel 1973, durante la prima crisi petrolifera, per tre mesi non si circolò il fine settimana. Un'atmosfera surreale. La gente non protestò (e contro chi avrebbe dovuto protestare, contro lo sceicco Jamani?). Era una situazione di emergenza, di forza maggiore: inutile ribellarsi.
    Il prezzo della benzina aumenterà, deve aumentare per forza - e non solo di pochi centesimi.

    RispondiElimina
  6. Quello che ci riferisce Sergio dalla Svizzera (che dovrebbe essere un posto serio, o comunque più serio di altri) è agghiacciante.
    La gente pretende cose ormai impossibili e non se ne rende conto.
    Come faceva notare Debora Billi in un post (mi sembra che fosse lei, ma vado a memoria), la gente è convinta che avere benzina a basso prezzo sia uno dei diritti fondamentali dell'uomo, ma non è così.
    Quando il prezzo del petrolio diventerà un problema insormontabile, la gente finirà per scannarsi, temo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. nel 2000 il petrolio era a 20$ al barile e la benzina a 1 euro. Ora siamo (brent) a 110$ e 1,8 Euro, invece di 5,5 euro, come la progressione matematica vorrebbe. Siamo in regime di prezzi politici, pare. Forse è anche per questo che le raffinerie italiane sono rimaste in 16 da 38 che erano negli anni 60. Se manca il guadagno, meglio chiudere.

      Elimina