domenica 12 ottobre 2014

La vera causa e il capro espiatorio.

Quando si parla di crisi, sia di quella economica che di quella ecologica, ognuno ha una causa preferita. C'è la finanza predatoria, l'euro, le banche, la fed, i cinesi, gli immigranti (i nuovi barbari), i fondamentalisti islamici, le religioni monoteiste in genere, il capitalismo, il libero mercato, il mercato tout court, l'esplosione demografica, la decrescita demografica, l'anidride carbonica, i nitrati, i fosfati, il petrolio, il cambiamento climatico, l'allentamento dei vincoli morali nella società, l'educazione carente, le nuove tecnologie, la mancanza di innovazione, l'eccesso di tecnologia e la sua mancanza, i vincoli alla ricerca, la troppa libertà di ricerca, le disfunzioni dell'amministrazione, quelle del sistema giudiziario, l'eccesso di centralizzazione, l'eccesso di decentralizzazione. Una situazione che ricorda un po' l'enumerazione delle "cause storiche della caduta dell'Impero Romano d'occidente" che si contano a centinaia.
La scimmia e la capra.

In un mondo complesso non potrebbe essere diversamente. Ma il fatto che ciascuno insista su un aspetto particolare rivela la natura monodimensionale e lineare del nostro modo di vedere la realtà. Ogni scelta che facciamo di una particolare causa è una semplificazione tranquillizzante. E' il classico capro espiatorio. Il domidio economico, la scienza, la religione e tutte le altre cause elencate e molte altre, tutte brutte e cattive. Se solo potessimo liberarci di queste catene saremmo tutti bravi e buoni (e probabilmente anche belli) e collaboreremmo, liberi da ogni egoismo, per costruire finalmente il paradiso in terra (senza precluderci la possibilità di entrare poi in quello in cielo, il più tardi possibile).

Purtroppo non funziona e non ha mai funzionato. C'è qualcosa a monte, nell'hardware, di Homo sapiens. Lo ha evidenziato qualche giorno fa su facebook una mia amica musicista, ma con una solida formazione naturalistica (è possibile), riportando una citazione dell'etologo e primatologo Frans de Waal e attualizzandola.

Being both more systematically brutal than chimps and more empathetic than
bonobos, we are by far the most bipolar ape. Our societies are never completely peaceful, never completely competitive, never ruled by sheer selfishness, and never perfectly moral.

― Frans de Waa.
(Essendo più sistematicamente brutale degli scimpanzé, e più empatici dei bonobo, siamo la scimmia maggiormente bipolare. Le nostre società non sono mai completamente pacifiche ne mai completamente competitive, mai guidate dal puro egoismo e mai perfettamente morali).

E Flavia Barbacetto commentava.

"Mentre centinaia di operatori sanitari rischiano la propria vita per salvarne altre in Africa, un ragazzino di 14 anni giace sul letto di in un ospedale di Napoli dopo essere stato brutalmente seviziato da altri esseri umani. L'insolubile dicotomia che grava sulla nostra specie continua ogni giorno di più a lasciarmi attonita."

Ecco ora anche io ho la mia causa preferita. So dove sia, ma non so esattamente cosa sia.





18 commenti:

  1. “Ecco ora anche io ho la mia causa preferita. So dove sia, ma non so esattamente cosa sia."

    Ma che significa?

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  2. << Le nostre società non sono mai completamente pacifiche ne mai completamente competitive, mai guidate dal puro egoismo e mai perfettamente morali >>

    E' l'eterna dicotomia tra gene egoista e meme altruista.
    Forse non se ne verrà mai a capo, ma una maggior comprensione delle cause profonde di questa "sindrome bipolare", di cui gran parte della gente ha una percezione molto confusa, sarebbe molto utile.

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    1. Non sono un genetista e quindi la mia è un'opinione gratuita, ma penso che a storia di "gene egoista" sia in buona parte una bufala che ha fatto successo grazie al titolo del libro. L'egoismo va di moda, ma abbiamo bisogno di giustificarlo (v. Pardi qui sopra). Se sono egoisti i nostri geni noi siamo automaticamente assolti.

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    2. Caro Jacopo,
      scusa se ribatto, ma sono un grande ammiratore di Dawkins, il cui libro IL GENE EGOISTA ha costituito per me una autentica svolta concettuale.
      Dopo averlo letto (e viaggiavo già per i 50) moltissimi comportamenti umani, che prima mi sembravano stravaganti o incomprensibili, hanno trovato una loro chiara e semplice collocazione.

      E poi, permettimi una riflessione finale: certo, la teoria del "gene egoista" è sgradevole, e forse, come dici tu, "Se sono egoisti i nostri geni noi siamo automaticamente assolti".
      Ma una teoria scientifica non diventa meno vera solo perchè è sgradevole.

      Fine del pistolotto (e con immutata stima).

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    3. "Se sono egoisti i nostri geni noi siamo automaticamente assolti."

      Questo è pacifico: che saremo comunque assolti. L'aveva già capito un padre della Chiesa nel III secolo (Origene).

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  3. Penso che potrebbe trattarsi di una proprietà emergente, connessa con la complessità, che forse potremmo chiamare "umanità". Probabilmente ogni singolo umano è più complesso di un intero branco di scimpanzé, non è quindi strano che abbia un comportamento più articolato e meno prevedibile.

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  4. << potrebbe trattarsi di una proprietà emergente, connessa con la complessità >>

    Si tratta di un concetto molto interessante, tipico dello studio dei fenomeni complessi, di cui avevo già letto qualcosa qua e là, pur senza averne compreso a fondo le implicazioni.
    Comunque si attaglia benissimo alla crisi sistemica in cui ci troviamo.

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  5. (Dalla Liguria nuovamente allagata/infangata) una chiave di lettura indubbiamente interessante: d'altronde da qualche tempo anche la logica contemporanea si è resa conto che la logica classica rigidamente dicotomica & lineare (bianco vs. nero) da sola NON e' sufficiente a modellizzare/spiegare la complessità della 'realtà' naturale e soprattutto sociale odierna: una complessità a cui (obiettivamente) la costante crescita demografica & dei consumi ha contribuito e continua a contribuire in maniera rilevante...

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  6. La "crisi" è determinata dal fatto che siamo una specie in disequilibrio col resto del pianeta, e questo disequilibrio è determinato dal fattoc he non abbiamo più predatori naturali in grado di contenere la nostra espansione. Siamo condannati a raggiungere i nostri limiti sistemici e quindi a collassare dopo aver saccheggiato tutto il saccheggiabile. È la "logica del virus", l'unica in grado di descrivere efficacemente il comportamento su larga scala della nostra specie.

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    1. "... questo disequilibrio è determinato dal fattoc he non abbiamo più predatori naturali ..."

      Più che ai predatori abbiamo dato scacco alla natura. Sì, penso anch'io che "siamo condannati a raggiungere i nostri limiti sistemici e quindi a collassare." È da ingenui pensare a una nostra resipiscenza. L'imperativo è uno solo: crescita, costi quel che costi. Solo una grande crisi - energetica ed economica - può fermare questa dannata specie. Però sarà scacco matto - e non sarà l'uomo a dare scacco matto alla natura. Eppure il matto si poteva evitare, chissà magari si può evitare (Lumen è ottimista).

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  7. "C'è qualcosa a monte nell'hardware"

    Retaggi biologici che continuiamo a credere culturali. Nel momento in cui facciamo una scelta consapevole, il nostro cervello (senza che lo sappiamo) ha già deciso per noi qualche istante prima. Penso che abbia ragione mammifero bipede.

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    1. Il che ci assolve definitivamente. Il nostro professore di filosofia al liceo - un sacerdote - ci diceva proprio questo: che quando noi decidiamo - o pensiamo o crediamo di decidere in quell'attimo - il realtà abbiamo già deciso prima senza saperlo (questo concetto della "Vorentscheidung" mi è rimasto). Come poi il nostro caro professore conciliasse ciò con il libero arbitrio è un mistero. Senza libero arbitrio la Chiesa non ha ragione di essere.
      Tuttavia anche se il libero arbitrio non esiste la società ha il diritto di sanzionare certi comportamenti. Non puoi passare col rosso, se lo fai c'è la multa, non si discute. Se rubi e ammazzi dobbiamo prendere per forza delle contromisure, anche se non andrai all'inferno.

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    2. Non molto tempo fa giunsi a questa conclusione, che l'intelligenza non ci salverà...

      Cit. "Non è la razionalità ad essersi evoluta assieme a noi per garantirci la sopravvivenza, bensì forme di “intelligenza” totalmente irrazionali. L’istinto di sopravvivenza è il primo fra questi, le pulsioni riproduttive e la cura parentale sono altre. In buona sostanza sono proprio le reazioni istintive, ed in altri contesti ed epoche “intelligenti”, che l’evoluzione ha modellato in noi ad impedirci di esercitare quel raziocinio che solo potrebbe (forse) correggere gli eccessi da noi stessi innescati."

      http://mammiferobipede.wordpress.com/2014/07/26/intelligenza-e-raziocinio/

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    3. Ho letto.

      > Tutto questo ragionare ha finito col dare nuova luce ad una riflessione molto pessimista formulata diverso tempo fa:


      “Abbiamo, come specie, la stessa capacità di pianificazione nell’utilizzo delle risorse di una colonia di virus nell’organismo ospite” (M.B.)<

      Mi sembra un tantino più complicato, a mio parere i virus sono una macchina perfetta. Ti mando due link
      http://blogs.discovermagazine.com/loom/2012/02/14/mammals-made-by-viruses/

      http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/19/uomo_discende_anche_dai_virus_co_9_100119060.shtml

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  8. "Mentre centinaia di operatori sanitari rischiano la propria vita per salvarne altre in Africa, un ragazzino di 14 anni giace sul letto di in un ospedale di Napoli dopo essere stato brutalmente seviziato da altri esseri umani. L'insolubile dicotomia che grava sulla nostra specie continua ogni giorno di più a lasciarmi attonita."

    Questo esempio è stato scelto male, dove sta la dicotomia.
    Da una parte stupidi che cercano di tenere a galla tutta la zavorra possibile, cercando di vanificare un feedback salutare; dall'altra, stupidità da codice penale.

    Sul commento di Mammifero: la chiave è in quel "predatori naturali". In un caso del genere, occorre che sia l'uomo il predatore di se stesso.

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  9. << occorre che sia l'uomo il predatore di se stesso. >>

    Caro Francesco, direi che ci siamo già.

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  10. Dai Francesco, non è così semplice, non puoi etichettare come stupidità l'empatia. Ci sono persone che si sentono realizzate aiutandone altre. E' facile e divertente fare i cinici, ma la realtà è più sorprendente delle nostre certezze. L'empatia è qualcosa che oltretutto sfugge abbastanza alla teoria del gene egoista anche perché appare anche in contesti interspecifici. Non semplifichiamo troppo altrimenti si fa come gli ingegneri che alla fine sanno tutto di niente.

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  11. Caro Lumen, tu sai che intendo qualcosa di diverso:) Esseri umani dichiarati illegali, il passaggio deve essere quello. Se la vita umana è sempre sacra e inviolabile, allora siamo senza speranza.

    Luca, cerco di essere razionale, ma il guaio è che in situazioni simili si finisce sempre col dare un'impressione diversa. Tu dici cinico, e qualcun altro direbbe di peggio.
    L'OMS ha dichiarato questa epidemia come emergenza internazionale più di 2 mesi fà, i morti sono un po' meno di 4500 mentre la popolazione mondiale è aumentata intanto di 13-14 M; e ci sono dei cretini che si danno pena per i primi, tanto pochi, venuti a mancare, e non per la valanga dei secondi che si sono aggiunti. E rischiando la vita, tanto per stare alla citazione. Si limitassero a soffrire a casa loro, potrei capire, ma fare di tutto per evitare ogni minimo alleggerimento della nostra misera e stracarica scialuppa, anche a costo della vita, no, questo è troppo. Non mi diverto a dire quello che dico, però non riesco neanche a essere empatico davanti a questi numeri.

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